Iris Gargano, Consulente Filosofica e Formatrice

Che tu creda di riuscire o di non riuscire il tempo di darà ragione.”   Henry Ford

“Se uno stagno è offuscato dal fango, non c’è nulla che tu possa fare per rendere l’acqua più limpida. Ma quando permetti al fango di depositarsi, tutto si schiarirà da solo, perché la chiarezza è lo stato naturale dell’acqua…”

Quando siamo in una condizione che non ci piace, non ci stimola e ci risucchia l’energia creativa e vitale, abbiamo due opzioni:

 

  1. continuare a riproporre il circolo vizioso sapendo già come andrà a finire
  2. andare avanti ed evolvere, sviluppando pienamente il nostro potenziale

Il più delle volte facciamo fatica ad abbandonare “la strada vecchia per quella nuova” e approcciamo all’esperienza con gli stessi paradigmi limitanti del passato, accumulando ulteriore insoddisfazione, disagio e stanchezza.

Perché lo facciamo? Perché il nostro cervello memorizza i nostri comportamenti e una volta che questi conducono in qualche modo a una gratificazione li registra rendendoli un’abitudine. Ogni volta che nella nostra realtà si ripropongono condizioni uguali o simili, il nostro cervello attiva il comportamento corrispondente, tale e quale.

Gli studi sul comportamento dimostrano che quello che facciamo dipende in gran parte dal nostro ambiente; per ambiente non si intendono solo gli oggetti esterni, ma anche persone e percezioni. Noi leghiamo i nostri comportamenti abituali a particolari situazioni ambientali che, una volta ripresentate, funzionano da “attivatore comportamentale” Lo psicologo dell’alimentazione Wansink, durante alcuni esperimenti sul comportamento umano, ha osservato che le persone compiono ogni giorno più di duecento scelte alimentari inconsapevolmente; questo significa che noi possiamo influenzare le nostre abitudini prestando attenzione alle scelte inconsce. Il punto essenziale è anzitutto accorgersi di questi “stati”, perché le sofferenze, le frustrazioni, così come la gioia, hanno un loro scopo: ci permettono di far emergere ciò che è importante per noi.

Se non provassimo queste emozioni non sentiremmo neppure il bisogno di uscire dalla zona di comfort e rimarremmo bloccati in una realtà ferma dal punto di vista evolutivo, nell’illusione di “stare scegliendo qualcosa”. La vera scelta avviene in uno stato dell’essere: l’ispirazione. L’ispirazione è il risultato della nostra connessione con l’energia all’origine di tutte le cose.

Come possiamo accorgerci dei nostri comportamenti inconsapevoli e cambiare il modo in cui ci comportiamo? Cominciamo col chiederci:

“Che cosa scatta dentro di me quando mi comporto così?”

Farci caso è fondamentale per qualunque processo di crescita e di cambiamento. In quel momento ritorniamo presenti a noi stessi, nel qui e ora, e accediamo a quello stato “socratico” in cui “sappiamo di non sapere”. Abituandoci a vedere il mondo con meraviglia e in modo sempre nuovo possiamo avere un cambio di prospettiva e sbarazzarci delle credenze limitanti, della vita che abbiamo pianificato, in modo da avere la vita che ci aspetta là fuori.

Da che parte comincio? È la domanda che ci facciamo più spesso quando sentiamo il bisogno di cambiare.

In primis, occorre recuperare lo stato naturale di chiarezza e trasparenza.

Come?

Ripulendo i pensieri limitanti e accettando la responsabilità delle nostre azioni. Questo esercizio, meglio se svolto su un diario personale, è lo strumento efficace che ti aiuta a metterti sulla giusta strada:

 

Accetta. Potresti formulare affermazioni del tipo: “In qualche momento della mia vita ho creato io i presupposti per questa situazione, in modo consapevole o meno, con i miei paradigmi. E va bene così. Andiamo avanti.

Osserva. Mantieni il focus sul punto essenziale della questione che vorresti cambiare, finché non trovi l’elemento che fa la differenza, senza il quale staresti decisamente meglio. Domandati:

 

  • Qual è il nocciolo della questione?
  • Cosa sto guardando? Dov’è la mia attenzione?
  • Nello specifico, di cosa “ne ho abbastanza”?

Una volta identificato il focus, rivolgi lo sguardo alle emozioni:

  • Come mi fa sentire mantenere l’attenzione su questo aspetto?
  • Che emozioni provo? Dove le provo?
  • C’è qualcos’altro?

Osserva i comportamenti in risposta alle emozioni:

  • Come reagisco?
  • Cosa faccio nello specifico?

Osserva le conseguenze dei comportamenti:

  • Quali sono le conseguenze del mio agire?
  • Che risultati sto ottenendo?

E ora, la parte più importante:

  • Se vado avanti così, chi divento?
  • È quello che voglio?

In ogni progettualità la visualizzazione è cruciale per poter raggiungere l’obiettivo e allo stesso tempo “tenersi d’occhio”.

Visualizza il “te futuro”, pensa di essere già il tipo di persona che vorresti con il tipo di vita, lavoro, relazioni che vorresti, e riformula le domande precedenti in questo modo:

 

  • Se fossi già adesso quel tipo di persona, dove sarebbe il mio focus?
  • Nello specifico, cosa farebbe la differenza?
  • Se adesso cambiassi il mio focus, come mi sentirei?
  • In quale parte del corpo sentirei di più questa o queste emozioni?
  • Come mi comporterei di conseguenza?
  • C’è qualcos’altro che farei?
  • Che risultati otterrò nella mia vita mettendo in pratica questo cambiamento?
  • Posso riuscirci?
  • Quando?
  • Sono disposto a pagare il prezzo che c’è da pagare per arrivare fino in fondo? Ne vale la pena (o la gioia)?

Perché c’è sempre un prezzo da pagare. Sia che tu voglia degli addominali scolpiti, o attirare il partner adatto a te, o portare il tuo lavoro a un livello superiore, le opzioni saranno queste:

 

  • rimanere nella zona di comfort, “abbassando i tuoi sogni all’altezza del tuo stipendio” (come mi disse qualcuno una volta)
  • rimboccarti le maniche, pagando il prezzo che c’è da pagare per avere la vita che vuoi, “alzando lo stipendio all’altezza dei tuoi sogni”.

Suddividi il percorso in piccoli passi facilmente percorribili e tuttavia abbastanza sfidanti e gratificanti da tenerti motivato. Se riesci a immaginare qualcosa, allora significa che ha anche le capacità per realizzarlo. Magari ti servirà accrescere alcune competenze e procurarti le risorse necessarie, ma ce la puoi fare.

Il filosofo Martin Buber disse:

C’è una cosa che si può trovare in un unico luogo al mondo, è un grande tesoro, lo si può chiamare il compimento dell’esistenza. E il luogo in cui si trova questo tesoro è il luogo in cui ci si trova.”

Buon viaggio!

Merleau-Ponty: Il mondo non è ciò che vedo, ma come lo vedo.

Nella vita privata o in quella professionale, la Consulenza Filosofica è la chiave per sbloccare nuove prospettivesuperare ostacoli e raggiungere l’armonia e il successo autentico.