
Uno dei miei filosofi di riferimento, Wittgenstein, ha scritto:
“I limiti del linguaggio sono i limiti del mondo che posso conoscere e indagare”.
Effettivamente un vocabolario limitato equivale a un mondo più ristretto. Basta pensare alle espressioni che utilizziamo per descrivere alcune nostre esperienze: se ricorriamo all’utilizzo di attributi “negativi”, creiamo nella nostra mente un’immagine spiacevole della realtà esperita, senza contare che molto più spesso di quanto crediamo facciamo uso di un linguaggio troppo svilente o troppo esaltante per descrivere le situazioni. La maggior parte dei problemi “filosofici” (con filosofici intendo che riguardano la dimensione esistenziale di chiunque) non hanno radice in contesti oggettivi, ma ma in un atteggiamento interpretativo, o per meglio dire, in un fraintendimento interpretativo della logica del nostro linguaggio.
Certe confusioni del nostro modo di pensare sono dovute dall’uso di certe espressioni. l’abitudine a formulare spiegazioni è la “malattia”. Nei dilemmi morali, nelle esperienze di malattia, nelle relazioni travagliate, nelle crisi professionali, nella depressione, nell’ansia, nella disperazione, nei conflitti che vengono dal passato, andiamo in cerca di quella “completa chiarezza”, che rappresenta il perfetto stato di salute. Ma tale stato è raggiungibile solo in alcuni momenti per così dire “perfetti” e che non sono permanenti (e questo va accettato). Nessuna terapia o consulenza filosofica può fornire una completa chiarezza, poiché le ansie come le fantasie ci caratterizzano e non possono essere dissipate una volta per tutte.
A volte la sensazione di irrequietezza passa, e quel momento può dirsi di completa chiarezza, ma non giunge al termine perché in altri momenti saremo soggetti a ricadere in situazioni simili. Però, grazie all’uso “terapeutico” del metodo filosofico si può ottenere una certa mobilità cognitiva imparando a vedere le nostre esperienze come “processi”. Lo scopo della filosofia non è risolvere enigmi filosofici, proponendo delle alternative, ma capire come l’esistenza degli individui possa diventare un problema, aiutandoli a comprenderne la genesi e la presa che ha sulla loro immaginazione.
La filosofia (e in particolare la Consulenza Filosofica) è un lavoro su se stessi che non si arresta mai, un mezzo per condurre una vita autentica e guadagnarne in maggiore autocomprensione. O forse è un lavoro sul proprio linguaggio e il rimedio sta nel modo in cui guardiamo al linguaggio che utilizziamo. Nelle mie consulenze, di fronte a certi “crampi linguistici” provo a fornire uno o due esempi di altri usi di quella parola o espressione, cioè mostrare una o più prospettive. E questo cambio di prospettiva potrebbe aiutare la persona a prendere coscienza della relatività del significato che ha dato a quelle parole. Non è facile, perché noi ci aggrappiamo alla nostra comprensione di come funzionano le cose, anche se ciò ci manda in confusione. Per esempio, confusione/caos, emerge quando ti trovi improvvisamente senza lavoro, o vieni tradito dal tuo partner. Così credi che il caos significhi distruzione, l’inizio della fine, mentre la parola “ordine” corrisponde all’immagine (mentale) della creazione.
Se però immagini il caos e l’ordine come lo yin e yang del famoso simbolo taoista, il punto nero nel bianco e il punto bianco nel nero indicano la possibilità di trasformazione: proprio quando le cose sembrano sicure, qualcosa di ignoto può incombere, inaspettatamente. Così come, quando tutto sembra perso, può emergere un nuovo ordine dalla catastrofe e dal caos. Allora forse il significato può essere trovato sul confine tra i due. Il linguaggio non è la realtà. Il linguaggio deve adattarsi alla realtà, non l’inverso. Modellare l’interpretazione di un fatto/esperienza su un linguaggio già formato può solo condurre a false conclusioni sulla natura delle cose. Lo scopo della Filosofia, della Consulenza Filosofica, è (tra le altre cose) la «cura» del linguaggio che viene attuata mediante il linguaggio stesso, la parola, il discorso, come in una «cura parlata».
“Cura i pensieri, diventeranno parole. Cura le tue parole, diventano le tue azioni. Cura le tue azioni perché diventeranno abitudini. Cura le tue abitudini perché diventeranno il tuo carattere. E cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino.” Lao Tzu
Nella vita privata o in quella professionale, la Consulenza Filosofica è la chiave per sbloccare nuove prospettive, superare ostacoli e raggiungere l’armonia e il successo autentico.
